Alla guida della Tesla Model X Plaid: abbiamo provato il SUV da 1.020 CV

Dopo un'attesa trepidante siamo finalmente riusciti a provare la nuova Tesla Model X Plaid da oltre 1.000 CV di potenza.

Alla guida della Tesla Model X Plaid: abbiamo provato il SUV da 1.020 CV
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Se siete nati prima del 1999 sicuramente potreste ricordare il "mito dei 300 km/h", un dato che spesso e volentieri si usava per pubblicizzare supercar ad alte prestazioni, equipaggiate con motori importanti. I tempi però cambiano, le auto si evolvono e se con le prime ML63 AMG e Cayenne Turbo S abbiamo iniziato a vedere numeri impressionanti su SUV da oltre 2 tonnellate, oggi, con lo sviluppo dei motori elettrici, stiamo passando gradualmente da scienza a fantascienza.
Abbiamo infatti provato in anteprima la nuova Tesla Model X Plaid, il SUV top di gamma del brand di Elon Musk in grado di polverizzare sulla carta anche i numeri di alcune hypercar.
Non volendo spoilerarvi nulla vi diciamo solamente che utilizzando il nostro RaceBox Pro abbiamo rilevato un tempo nello scatto 100-200 minore di quello della Huracàn STO provata qualche tempo fa!

Effetto WOW dentro e fuori

Tesla ci ha abituati da sempre a look puliti, minimal e senza fronzoli anche sui modelli più spinti come Model Y e Model 3 Performance, questi per l'appunto differiscono dalle controparti Long Range o Standard Range per piccoli dettagli estetici come spoiler o badge.

Per Model X Plaid vige la stessa regola, infatti rispetto alla versione standard la Plaid si distingue esternamente solo per il badge posteriore "effetto iperspazio" e le nuove pinze monoblocco a 6 pistoncini verniciate di rosso con pastiglie più performanti.
Le dimensioni rimangono invariate, ci troviamo infatti al volante di un bestione lungo 5,03 metri, largo 1,99 e alto ben 1,68, motivo per cui è in grado di ospitare fino a 6 passeggeri (uno in meno rispetto alla Model X standard) su tre file . Misure non proprio comodissime per le strade italiane ma nemmeno così esagerate da essere un problema, se arrivate infatti da modelli come X5, Classe E, Q7 ecc non troverete grandi differenze.
Buono invece lo spazio di carico: 425 i litri a disposizione con tutti i sedili in posizione, che diventano ben 2.500 con l'ultima fila abbattuta. Di conseguenza lodiamo anche la vivibilità di bordo, ottima per tutti gli occupanti, soprattutto sulla fila centrale.

A proposito di quest'ultima non possiamo non menzionare le spettacolari porte posteriori Falcon Wings, una chicca e vera firma d'autore della Model X: si possono azionare sia fisicamente dall'esterno sfiorando le maniglie oppure dallo schermo principale, ma la cosa davvero interessante è che non si aprono secondo uno schema fisso ma - grazie ai sensori installati - regolano l'apertura in base agli ostacoli che le circondano. Effetto scenico assicurato!

Tecnologia a go go

Gli interni della Model X riprendono la filosofia estetica degli esterni, vale a dire pochi fronzoli, razionalismo e tanta tecnologia

Menzione d'onore per la qualità dei materiali e degli assemblaggi: se è vero che fino a 5-6 anni fa le Tesla non brillavano in questo settore, dobbiamo ora fare i complimenti al marchio americano per i continui progressi verso la ricerca di un premium sempre più marcato. Ottime le plastiche della parte bassa dell'abitacolo e ancora meglio la parte alta del cruscotto che incorpora un mix di polimeri morbidi, alcantara/pelle e trim in vera fibra di carbonio.
I sedili restano tra i migliori della categoria in quanto a comfort - ora includono anche delle casse che riproducono suoni bianchi all'altezza del poggiatesta per diminuire le distrazioni sonore - ma avremmo preferito un po' più di supporto laterale data l'esuberanza della vettura.
Sedendosi al posto del guidatore si nota subito la più grande (e chiacchierata) novità introdotta dal marchio di Austin: il volante "cloche" yoke.

Finalmente disponibile anche per il mercato europeo, questa new entry è opzionabile gratuitamente in fase di configurazione ma è anche possibile installare (o rimuovere) lo yoke successivamente con il service ufficiale di Tesla.
Prima di giungere ad affrettate conclusioni è giusto fare le dovute considerazioni. Innanzitutto bisogna pensare che questo volante è stato disegnato con il mercato americano in mente dove le strade sono molto più larghe di quelle europee e "ostacoli" come rotonde sono abbastanza una rarità.

Ergonomicamente il volante è ineccepibile, si impugna bene e non stanca la mano ma i problemi purtroppo sorgono per altre due cause maggiori.
Il raggio di sterzo delle Tesla è da sempre piuttosto scarso (caratteristica che avevamo già trovato su Model Y) e un volante senza corona superiore costringe il guidatore a impicci poco piacevoli in manovre come parcheggi a S o uscite dai box. Si lavora tanto di palmo, ma basta una distrazione per vedersi sfuggire lo yoke dalle mani. Ci sono poi i pulsanti a sfioramento sul volante (indicatori di direzione, audio, clacson ecc) posti in maniera un po' confusionaria, chi non ha mani particolarmente grandi si troverà in difficoltà e si vedrà costretto a staccare una mano dal volante durante la marcia.

Responso finale: allo yoke ci si abitua abbastanza in fretta e tutto sommato dà quasi una sicurezza maggiore a velocità sostenute rispetto al classico volante tondo, tolto l'effetto wow però bisogna lavorare ancora sull'ergonomia dei pulsanti e la demoltiplicazione dello sterzo.
Le novità non finiscono qui perché anche lato infotainment ci sono stati sostanziali miglioramenti rispetto alle versioni passate. Gli schermi sono completamente nuovi, nello specifico il cluster digitale dietro al volante ora incorpora le bocchette d'aerazione invisibili (classico Tesla) è ha una diagonale di 10,25 pollici, mentre lo schermo principale - orientabile su 3 posizioni - passa dalla configurazione verticale a quella orizzontale e ottiene uno sviluppo su 19 pollici, allineandosi al design della gamma Model 3 e Model Y.

La possibilità di interagire coi sistemi multimediali della Model X adesso viene estesa anche ai passeggeri posteriori grazie alla presenza di uno schermo da 9,4 pollici posto alla fine del tunnel centrale da cui è possibile gestire i comandi dell'aria condizionata e accedere ai servizi di streaming come Netflix o Disney+ anche in movimento.
Interessante notare poi come il nuovo sistema operativo della Model X Plaid abbia raggiunto una potenza di calcolo davvero notevole: la nuova CPU AMD Ryzen 9000 rende tutto estremamente fluido e veloce, non abbiamo mai riscontrato alcun lag o freeze di alcun genere.
Vi basti pensare che sulla carta si ha più potenza di una Playstation 5 e questo permette persino di accedere alla libreria di Steam e giocare come su una vera console casalinga.

Prestazioni da supercar

1.020 CV, circa 1.400 Nm (non confermati ufficialmente) di coppia, 0-100 in 2,6 secondi e un tempo per coprire il 100-200 in appena 5,9 secondi (con gomme invernali). I numeri sono impressionanti, le sensazioni alla guida sono poi completamente nuove.

La Model X Plaid manda completamente in crisi le aspettative delle persone, infatti a fronte di un'auto che pesa più di 2,5 tonnellate mai ci si aspetterebbe di ricevere una botta nei reni colossale durante l'accelerazione da fermi.
Impostando la Drag Strip Mode il sistema porta in temperatura motori e batteria preparando l'auto alle massime prestazioni, una volta raggiunta la soglia necessaria i tre motori sincroni a magneti permanenti con rivestimento in carbonio possono scaricare a terra l'immensa potenza della Plaid, nel nostro caso con l'unico limite degli pneumatici M+S.
I 1.000 e passa cavalli vengono sbrigliati con una violenza pazzesca dalla trazione integrale, mai ci era capitato di sentire una spinta di questo genere, nemmeno sulla McLaren 720S Spider provata ad aprile scorso.
Avendo tempo e spazio (e dei buoni muscoli del collo) si potrebbe giocare con la modalità Drag Strip tutto il giorno, ma come potete intuire la batteria non ne sarebbe molto contenta.
Tenete presente che "a freddo", attivando la modalità di Launch Control, l'auto chiede di essere guidata per una trentina di minuti, consumando un 10% di autonomia abbondante. Ogni lancio fino a 200 km/h consuma tra il 5 e il 10% di batteria in base alle condizioni, è quindi una funzione da usare con parsimonia.

Abbiamo poi portato Model X Plaid sulle strade di montagna in provincia di Verbania per testare il suo comportamento su strade insidiose e ricche di curve.
Partiamo subito dal punto più dolente: la massa non indifferente dell'automobile non gioca a vantaggio della dinamica di guida, nonostante il pacco batteria aiuti ad abbassare il baricentro ci troviamo comunque al volante di un mezzo alto quasi 1,7 metri e questo si traduce in un rollio piuttosto marcato durante i cambi di direzione.

Dallo schermo principale è possibile scegliere l'altezza delle sospensioni pneumatiche, ma anche alla minima altezza e massima rigidità l'auto patisce la sua stessa stazza, sebbene l'uscita dalla curva avvenga a velocità iperspaziale si percepisce un' po di sconnessione tra motore e telaio.
Telaio che tra le altre cose è stato rivisto pesantemente rispetto alla precedente versione P100D ed è "dimagrito" di oltre 100 kg grazie all'utilizzo di nuove leghe in alluminio.

La rinnovata rigidità torsionale è palpabile soprattutto nelle curve larghe e veloci, ci sarebbe solo piaciuto un impianto frenante un po' più deciso per accompagnare il tutto. 1.020 CV sono un'enormità e l'impianto carboceramico già disponibile negli USA (un optional da 20.000 dollari!) sicuramente migliorerebbe non poco il mordente.
Chiudiamo con ricarica e consumi: Tesla dichiara un'autonomia massima di 543 km a piena carica, valore abbastanza irreale da raggiungere realmente soprattutto in inverno e coi cerchi da 22 pollici Turbine.

sLa capacità della batteria non è ufficialmente dichiarata ma supponiamo avere un valore nominale di circa 100 kWh, sicuramente non poco, tuttavia tenete presente che il consumo medio di questo super SUV si attesta intorno ai 27 kWh/100 km guidando in maniera "civile".
Fortunatamente la rete di ricarica Tesla è ben spalmata sul suolo nazionale e grazie ai nuovi Supercharger V3 abbiamo caricato dal 15% al 100% in appena 52 minuti con picchi di carica a 254 kW.

Prezzi e optional della Tesla Model X Plaid

La Model X Plaid, come intuibile, è la più costosa e lussuosa vettura del marchio di Elon Musk e insieme alla sorella Model S Plaid si posiziona all'apice della line-up Tesla.
Rispetto al modello Dual Motor che ha un prezzo di partenza di 124.990 euro, la versione trimotore da 1.020 CV ha un cartellino che segna 144.990 euro senza optional.

I cerchioni da 22 pollici Turbine (per noi un must su questa vettura) costano 5.950 euro, mentre i colori a disposizione sono 5 (Bianco perla, Nero pastello, Grigio Scuro metallizzato, Blu Oceano metallizzato e Rosso micalizzato) e sfortunatamente tutti a pagamento escluso il bianco. Il rosso della vettura in prova, per esempio, viene quotato 3.200 euro.
Gli interni neri con trim in carbonio sono di serie, ma le altre due opzioni bianco/crema hanno un costo di 2.500 euro. Lo yoke invece è di serie così come il classico volante tondo.
La Plaid offre poi la sola configurazione a 6 posti, con il modello Dual Motor invece si può scegliere tra 5 o 7 sedili complessivi.

Resta da aggiungere solo l'Autopilot avanzato e per noi vale lo stesso discorso affrontato con le due Model Y provate nel 2022: le normative vigenti purtroppo non permettono di sfruttare al massimo le capacità del Tesla Vision, perciò potrebbe sicuramente aver senso spendere 3.800 euro per l'Autopilot Avanzato ma non 7.500 euro per l'Autopilot al massimo potenziale che abbiamo provato su Model 3.
Quest'ultima opzione prevede il riconoscimento dei semafori e degli stop ma il sistema di autosterzatura sulle strade cittadine è ancora in fase Beta e non si hanno informazioni circa la data del suo rilascio. In Europa poi le cose sono più complicate rispetto agli Stati Uniti.
A conti finiti, dunque, per una Model X Plaid configurata come la nostra in prova ci vogliono esattamente 158.929 euro, pagabili in un'unica soluzione oppure con leasing o finanziamento flex.