BMW Serie 1 M135i xDrive: la prova su strada

Abbiamo provato la nuova e pepata BMW Serie 1 M135i xDrive, la prima della sua stirpe ad abbandonare la trazione posteriore.

provato BMW Serie 1 M135i xDrive: la prova su strada
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La nuova BMW Serie 1, nome in codice F40, ha abbandonato dal 2019 la tradizionale meccanica che ha sempre contraddistinto questo modello, perdendo la trazione posteriore a favore di quella anteriore o (parzialmente) integrale xDrive.
Dettaglio non da poco, sin dal giorno del suo debutto ha fatto storcere il naso a migliaia di puristi, alzando un polverone mediatico notevole.
Cambia tutto quindi, oltre alle notevoli differenze meccaniche troviamo anche un'estetica completamente nuova, interni rinnovati e un feeling di guida diverso. Abbiamo provato sulle strade innevate della provincia di Sondrio il modello meno "convenzionale" della BMW Serie 1 di terza generazione, la M135i xDrive, armata di un 2.0 Turbo da ben 306 CV e siamo rimasti sorpresi dal cambio di rotta rispetto alla Serie 1 F20.

Design rivoluzionato

Partiamo dall'elemento più discusso dagli appassionati del brand: il design.
Perdendo la trazione posteriore la forma stessa della vettura è mutata vistosamente, addio quindi al lungo cofano e alla silhouette caratteristica della F20/F21. Troviamo un'auto più compatta e ben proporzionata nelle forme, i due reni frontali - in pieno stile rinnovato BMW - hanno raggiunto dimensioni notevoli e propongono un nuovo disegno "a Y" mentre i gruppi ottici frontali e posteriori full LED esaltano la linea di questa berlina.
Grazie al pacchetto M-Sport il carattere sportivo viene ancora più accentuato, i grossi cerchi bicolor da 19 pollici insieme allo spoiler posteriore, al doppio scarico cromato e alle feritoie deviaflussi sul paraurti anteriore donano un aspetto aggressivo ma non esasperato. I dettagli nel basso vettura verniciati in grigio canna di fucile satinato infine chiudono il pacchetto con un tocco di classe.

Completo rinnovamento anche per gli interni che non esitiamo a definire tra i più belli e completi della categoria. I materiali della plancia sono di altissimo livello, nessun dettaglio è stato trascurato e al tatto le plastiche risultano morbide e ben assemblate. Il contesto è poi galvanizzato dall'illuminazione ambientale unica, grazie a una retroilluminazione - regolabile in intensità e colore - posta direttamente sotto ai trim che "sbuca" attraverso un disegno geometrico.
Il sapore sportivo del pacchetto M lo troviamo in alcuni sfiziosi upgrade, tra cui i sedili contenitivi Full Alcantara, il volante in pelle con logo correlato e la pedaliera in metallo.

Il comparto tecnologico è altrettanto ricco, l'infotainment è gestito dal nuovo sistema operativo BMW 7.0, operabile sia dal grosso schermo touch 10.25 pollici posto sopra al tunnel centrale che dal Live Cockpit Professional, anch'esso da 10.25 pollici. In aggiunta troviamo poi l'head-up display a colori da 9.2 pollici per i più esigenti.
Non tutte le opzioni però sono forzate dal sistema digitale, infatti alcuni ADAS e le modalità di guida sono impostabili tramite input analogici, cosa che semplifica il setup durante la marcia.

Meccanica

Il downsizing colpisce la nuova segmento C della casa bavarese, il motore infatti perde due cilindri rispetto alla generazione passata di M135i ma ottiene un sostanzioso guadagno in termini di peso risparmiato e potenza specifica arrivando a ben 153 CV/litro rispetto ai 108 CV/litro precedenti.
Sotto al cofano troviamo il best seller B48 messo a punto dai tecnici M, propulsore da 1998 cm³ di cilindrata in grado di sviluppare 306 CV con prestazioni dichiarate di tutto rispetto: copre infatti lo 0-100 in soli 4,8 secondi e raggiunge una velocità massima di 250 km/h. Davvero niente male.
Al gruppo termico troviamo accoppiato un cambio Aisin a 8 rapporti, sicuramente una novità rispetto al vecchio e indistruttibile ZF, ma altrettanto valido anche se leggermente più fiacco. soprattutto in staccate decise.
Sulla carta quindi la nuova Serie 1 F40 ha numeri davvero importanti, ma si riflettono poi nella guida sportiva? Ni.
Grazie alla trazione integrale xDrive la ripartenza è fulminea, la coppia di 450 Nm disponibile già da 1750 giri/min viene scaricata a terra senza esitazione e in totale assenza di pattinamenti indesiderati. Tuttavia superati i 4500 giri il motore "si prende una pausa" e, complice anche il mastodontico peso di 1600 Kg (quasi 1700 con due passeggeri, come nel nostro caso), l'allungo risulta impalpabile.

Per affrontare il misto stretto abbiamo altri assi nella manica, tra cui un differenziale meccanico Torsen all'anteriore, un differenziale Haldex centrale e l'inedita tecnologia ARB, un sistema che controlla lo slittamento delle ruote in modo nettamente più sensibile e 10 volte più veloce rispetto al passato.
Queste armi riescono comunque a mitigare il peso della vettura, l'ingresso di curva è preciso e ordinato mentre si esce dai tornanti "fiondati" dal Torsen e aiutati dalla trazione integrale xDrive. Trazione integrale che per l'appunto è talmente poco invasiva che vi sembrerà quasi di guidare una trazione anteriore, in uscita di curva infatti il retrotreno segue l'avantreno senza indugi. Nessun effetto speciale quindi, sia in inserimento che in uscita la compatta bavarese ha un comportamente neutro e pulito.
La ripartizione dei pesi, sfortunatamente, non è più 50-50 come sulla vecchia M135i/M140i ma diventa 58-42, neo che probabilmente farà arricciare qualche naso.

Le sospensioni sono di tipo adattivo con il cosiddetto VDC (Variable Damper Control) e si possono regolare gli ammortizzatori su una guida più confortevole o sportiva, ma il setup generale predilige sempre la guida confortevole. Questo ovviamente ha lati positivi nella guida di tutti i giorni dato che sconnessioni, pavè o buche non saranno mai un problema, ma durante la guida sportiva abbiamo notato che il trasferimento di carico sbilancia leggermente la vettura.
Menzione più che positiva per l'impianto frenante: il sistema M Sport funziona alla grande, gli enormi dischi anteriori da 360 mm accoppiati a pinze monoblocco con 4 pistoncini hanno un mordente fenomenale e anche dopo numerose staccate ai tornanti non mollano di un centimetro.

Secondo noi

Dare un parere completamente oggettivo alla nuova M135i xDrive è parecchio complicato, si è talmente portati a guardare al passato di questo modello che alla fine risulta impossibile non fare paragoni azzardati.
Il prodotto che BMW offre a partire da 47.000 euro, in linea con la concorrenza, è assolutamente valido e meritevole di attenzione.
Ha una presenza scenica importante, soprattutto dal vivo, nonostante non abbia un carattere sportivo esasperato. Il contesto è ben bilanciato, lo spoiler posteriore, i cerchi da 19 pollici, le gigantesche pinze blu e le prese d'aria sono ben integrate con classe nella linea della vettura.
Gli interni poi sono da prima della classe, curati e teutonicamente razionali. Materiali premium e spazio più che sufficiente la rendono perfetta per essere utilizzata come daily car, risulta più fruibile rispetto all'antenata F20. Il bagagliaio passa da 360 a 380 litri mentre i passeggeri posteriori, finalmente, hanno un dignitoso spazio per le gambe.

Anche i consumi non sono esasperati, guidando intelligentemente si può tenere una media di 10-11 km/l tra urbano ed extraurbano. Chiaramente quando si pesta sull'acceleratore è giusto aspettarsi un dimezzamento di questo valore.
Quello che forse convince di meno è la sua indole sportiva, volendo essere brutalmente onesti. Il peso è veramente fuori scala per essere una pepata hot hatchback, 1600+ chilogrammi è territorio di crossover e compact SUV e questo purtroppo rovina il feeling di guida complessivo.

Per evitare un pesante sottosterzo fisiologico dovuto alla distribuzione dei pesi, i tecnici M hanno dotato questa vettura di un sacco di soluzioni convincenti, alzando ulteriormente l'ago della bilancia. Un cane che si morde la coda insomma.
Ciò che ne consegue è quindi un sottosterzo poco pronunciato e un comportamento assolutamente neutro, un grip fenomenale in uscita di curva ma tutto questo al costo di un carattere un po' troppo apatico.
Il sound esterno, complici anche gli stringenti regolamenti sulle emissioni, è pari a zero e in abitacolo con la modalità sportiva il tutto è rimpiazzato da un artificioso suono simil L6.
Resta comunque una vettura più che valida, comoda, pratica e comunque aggressiva quando si vuole giocare un po' col pedale destro, se però state cercando una segmento C da portare spesso sui tornanti in montagna e saltuariamente in pista potreste restare delusi. Si merita il famigerato badge M? A voi l'ardua sentenza.