A bordo della Renault Clio Cup V: l'auto da pista per tutti

Dal 1991 la Clio Cup regala emozioni agli appassionati e noi abbiamo provato la quinta generazione sul Circuito Internazionale di Imola.

A bordo della Renault Clio Cup V: l'auto da pista per tutti
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Ben 31 anni di tradizione, l'erede della Coppa R8 Gordini fondata nel 1966 è tornata anche quest'anno a infiammare l'animo degli appassionati con uno dei trofei monomarca più famosi e di successo al mondo: la Clio Cup.
Un campionato che nel 2020 ha visto arrivare una vettura dedicata di quinta generazione, la prima derivata da un modello "non" R.S. che ha portato grosse novità sia dal punto di vista del motore - abbandonando l'1.6 turbo con cambio al volante - sia in termini di telaio e assetto.
L'abbiamo provata prima sul circuito di Varano de' Melegari, durante una giornata di test coi ragazzi dell'Oregon Team, e infine a Imola lo scorso 7-8 Maggio dove siamo scesi in pista con Clio Cup Press League promossa da Renault Italia e Fast Lane Promotion.

Una Clio Cup V essenziale ma sincera

Qual è l'ingrediente segreto che permette a Renault di schierare più di 40 vetture sulle griglie di partenza dei più importanti circuiti europei? Non basta offrire un prodotto budget friendly, bisogna saper mettere sul tracciato una vettura trasversale, tanto semplice per i novellini (come noi) quanto difficile da padroneggiare anche per i veterani delle corse, con una manutenzione minima e un fun factor elevato.

La scelta è ricaduta sulla nuova Clio V R.S. Line: il motore di serie 1.330 cc HR13 con 4 cilindri turbo è stato portato da 130 a 200 CV con ECU Life Racing non modificabile, il cambio è stato sostituito da un Sadev ST82 sequenziale a 5 rapporti con innesti frontali, c'è poi un differenziale ZF a slittamento limitato, le sospensioni sono Bos non regolabili mentre l'impianto frenante è prodotto dalla PFC con pinza monoblocco a 4 pompanti accoppiato a un disco scomponibile in acciaio ventilato e baffato da 330 mm. I 300 Nm prodotti del propulsore vengono scaricati a terra da gomme Michelin, fornitore ufficiale del campionato, in taglio 7x17 e di tipo slick o, nel caso di maltempo, rain.

C'è poi tutto il corredo "da gara" che comprende interni completamente svuotati, sedile monoscocca Sabelt, cinture a 5 punti Sabelt, rete parabraccia, rollcage saldato, serbatoio FT3 omologato FIA e pannello centrale con killswitch e pulsante per l'impianto di soppressione delle fiamme.
Tutto il resto è stock, troviamo gli stessi elementi che si troverebbero su una Clio stradale ed è forse l'aspetto più affascinante di questa pepatissima hatchback da corsa.

Il prodotto finito è un piccolo missile capace di raggiungere i 210 km/h sul rettilineo di Imola, che grazie a un peso a secco di appena 1.030 kg si muove con un'agilità pazzesca; a differenza della Clio Cup IV è molto meno scorbutica e non necessita di angoli di camber estremi per facilitare i cambi di direzione.
Tenete conto che i più veloci con quest'auto girano a Imola su tempi intorno ai 2:04, lo stesso identico di una M2 Competition stradale - che di cavalli ne ha il doppio - e 3 secondi meno delle Porsche 718 GTS stradali.

Easy to play, hard to master

La nostra prima esperienza con la Clio Cup V è stata sul circuito di Varano de' Melegari durante una calda giornata di primavera.

Con una temperatura dell'asfalto sopra i 25 gradi e delle gomme slick già rodate il primo impatto è stato tutt'altro che traumatico: tolta l'assenza del servofreno - in realtà è possibile inserirlo anche se quasi nessuno lo fa - e una seduta nettamente più bassa rispetto a quella di un'auto stradale, la Clio è piuttosto semplice da approcciare.
La frizione è parecchio dura ma serve solo per partire, ci si abitua molto velocemente al cambio a innesti frontali, un po' meno al fatto di guidare un'auto da pista con gomme da competizione. Il grosso del peso è davanti, con la trazione anteriore le ruote motrici vanno in temperatura piuttosto in fretta ma quelle posteriori vanno scaldate più a lungo prima di poter spingere, pena testacoda imprevedibili.

Una volta però che la mescola raggiunge lo stato ottimale la Clio diventa inarrestabile. Riesce a dare molta confidenza al pilota, grazie a un setup intelligente e al differenziale autobloccante si può osare tanto col gas in uscita di curva, il sottosterzo è quasi inesistente e i cambi di direzione sono fulminei.
Nonostante la ridotta altezza da terra e le sospensioni molto rigide questa compatta non teme i cordoli, anche "saltando" sopra a quelli più pronunciati mantiene un controllo incredibile scomponendosi pochissimo.

Ecco quindi la magia: un'auto con cui anche un novellino può chiudere tempi dignitosi facendo un minimo di pratica (nel nostro caso poco più di un'oretta) ma che da padroneggiare è tutt'altro che semplice.
Ce ne siamo resi conto il giorno delle Free Practice a Imola, durante una mattina di pioggia torrenziale. La sicurezza delle gomme slick viene a mancare, l'assenza di ABS si fa sentire e nonostante la Clio sia comunque molto stabile cambia carattere; in queste condizioni ci vuole un bel manico e tanta esperienza per portare a casa un tempo decente.

Se non si ha esperienza con le auto in pista la frenata diventa un incubo sul bagnato: bisogna frenare forte, subito e possibilmente fuori dalla zona gommata in modo da non far pattinare le ruote.

Non essendoci alcun aiuto l'auto tenterà spesso di bloccare le ruote e di spegnere il motore, col piede destro bisognerà essere veloci e fungere da "ABS umani" per far riprendere aderenza alle ruote. Facile a dirsi ma è qui che la Clio Cup V si trasforma in una vera race car scuola in grado di insegnare le basi del Motorsport.
Ovviamente chi è più smaliziato può giocare con camber e convergenza in modo da spremere più a fondo le doti dinamiche della piccola francese, anche se questa quinta generazione ha molte meno regolazioni rispetto a quella precedente, essendo infatti pensata per partecipare a tre diverse discipline tra cui rally e rallycross.

La Clio Cup V secondo noi

Non siamo piloti professionisti in redazione, appunto per questo possiamo dare un parere sincero riguardo a un prodotto che è stato pensato anche e soprattutto per chi si avvicina al Motorsport da debuttante.

La Clio Cup V è un progetto fantastico, con appena 44.400 euro più IVA si può comprare una vettura pronto-pista già predisposta al cambio di disciplina - nel caso un giorno vogliate passare dal tarmac allo sterrato (per saperne di più sulla vettura: Everyeye pronta per la Clio Cup Press League 2022) . Il costo di 4 euro per chilometro è tra i più bassi della sua categoria e la manutenzione richiesta non è altissima; essendo strettamente legata alla sorella stradale, l'auto condivide moltissime componenti con essa, questo aiuta a tenere basso il budget e garantisce una reperibilità veloce dei componenti.
Non è un caso che la Clio Cup Europe - ma anche la stessa Clio Cup Italia - abbia un numero spropositato di partecipanti con una vastissima varietà di talenti. Si va dai rookie diciottenni ai pro con esperienze in WTCC e TCR, fino ad arrivare ai Gentleman Driver over 50 con anni di corse alle spalle.

Non pensate che sia un campionato semplice, appunto perché la vettura è "easy to drive, hard to master" il gap di abilità tra chi corre con queste vetture da anni e chi tenta per la prima volta è gigantesco, come detto in precedenza alcuni dei piloti corrono, o hanno corso, in campionati di alto livello e ritrovarseli contro in pista non è per nulla semplice.

Renault è tra gli ultimi marchi generalisti a proporre un format di questo genere, il successo però è davanti agli occhi di tutti: 43 auto in griglia alla prima di campionato Clio Cup Italia, un sacco di nomi nuovi e una copertura social ampissima. Il nostro augurio è che questa tradizione possa continuare all'infinito. [Fotografie di Roberto Piccinini (Actualfoto) e Aurelio Vindigni Ricca (@avuerre)]