Alla guida della Renault Twingo Electric: conviene comprare la piccola BEV?

Abbiamo guidato per due settimane una simpatica Renault Twingo Electric Vibes: conviene acquistare la piccola BEV francese?

Alla guida della Renault Twingo Electric: conviene comprare la piccola BEV?
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Anche se siamo solo all'inizio della nuova era elettrica, alcuni dei maggiori brand internazionali hanno già investito parecchio denaro per realizzare nuovi modelli a emissioni zero. Se Tesla, Mercedes, Audi - solo per dirne alcuni - hanno puntato su vetture premium, di alta fascia, Renault è andata intelligentemente a coprire due segmenti poco battuti, per via dei costi e della difficoltà di realizzazione: le citycar e le utilitarie a batteria. Di recente abbiamo visto su queste pagine come la Zoe sia in realtà stata un centro quasi perfetto, una vettura di medie dimensioni in grado di vantare ben 400 km di autonomia con una batteria da 52 kWh. Oggi è arrivato il momento della sorellina Twingo Electric, che noi abbiamo provato nella "esotica" versione Vibes. Oltre ad avere interni maggiormente rifiniti con sellerie in tessuto e pelle TEP, adesivi sportivi sulle fiancate e sul tetto e cerchi in lega da 16" diamantati bianchi con design Monega, la Twingo Electric Vibes monta una batteria da 22 kWh come il resto della gamma, facile e veloce da ricaricare che però - per ovvi motivi - non eguaglia le prestazioni della Zoe. Chi dovrebbe comprare, dunque, una Twingo Electric?

Piccolo diavoletto elettrico

Esattamente come avviene con la versione a benzina, anche la Twingo a batteria è una vettura essenziale, rivolta quasi ed esclusivamente a chi non esce dalla città e non percorre molti chilometri (sia al giorno che annualmente). Viaggiare sarebbe perfettamente possibile, inoltre la Vibes gode di Cruise Control e Limitatore di Velocità, la comodità dell'abitacolo però non è pensata per lunghissimi tratti e con la versione elettrica abbiamo anche un'autonomia piuttosto limitata. Circolando in città e "sforando" saltuariamente in tangenziale a 70 o 90 km/h, con la Twingo Electic si può puntare a percorrere 200 km in totale tranquillità. Qualche chilometro in più se rimaniamo solo in ambito urbano, con una velocità di media attorno ai 35 km/h, qualche chilometro in meno invece se si alza la velocità media e si scatta "a tavoletta" a ogni semaforo. Consci dei suoi limiti, la Twingo Electric Vibes può essere una valida compagna cittadina, inoltre al posteriore abbiamo spazio sufficiente per ospitare due passeggeri adulti e il piccolo bagagliaio è perfetto per trasportare qualche busta della spesa oppure un paio di trolley e qualche zaino. Il vero scoglio è però, almeno secondo noi, il prezzo: questo piccolo diavoletto elettrico in variante Vibes parte da 25.150 euro, la versione più costosa della gamma, ottima per i fanatici irriducibili della Twingo ma forse eccessiva per il resto del pubblico.

82 CV elettrici

Essendo una citycar a tutti gli effetti, creata per chi non ha bisogno di troppi fronzoli e non percorre moltissimi chilometri al giorno, la versione base Life da 21.950 euro è forse la più interessante, soprattutto ora che lo Stato ci sconta poco più di 10.000 euro per l'acquisto di una vettura elettrica in seguito a rottamazione. Nel caso in cui non si voglia/possa fare uno sforzo in più per portare a casa una Zoe, vettura di una categoria superiore, la Twingo Electric mette comunque a disposizione un divertente motore elettrico da 60 kW e 82 CV (circa il doppio rispetto alla Dacia Spring) che raggiunge i 50 km/h partendo da fermo davvero in un baleno. La mappatura morbida dello sterzo rende la guida della Twingo Electric molto simile a una sorta di go-kart, sgusciare con lei per le strade cittadine è un vero piacere, si va dunque incontro a un'esperienza molto "giocattolosa". Certo, a tal proposito, l'insonorizzazione dell'abitacolo non è ai livelli della sorella maggiore da 400 km, sentirete molti più rumori in fase di marcia, inoltre il suono artificiale che Renault ha inserito fino ai 30 km/h - per aiutare i pedoni a rilevare la vettura - è davvero preponderante e quasi fastidioso; lo sentirete anche all'interno dell'abitacolo, un dettaglio che renderà non sempre piacevoli le ripartenze e i tratti a bassa velocità in città. Meglio mettere un po' di musica per coprire il tutto, anche se l'impianto audio della Twingo è abbastanza basilare, non aspettatevi grandi cose su questo fronte.

Schermo o radio classica?

Certo la variante Vibes offre anche un comodo (e compatto) schermo centrale, anche se le feature del classico sistema operativo di Renault sono ridotte all'osso. Non abbiamo neppure le modalità di marcia, possiamo solo innestare l'Eco Mode in caso di necessità, questo però per onor di cronaca avviene anche su Zoe. L'utilitaria elettrica può però vantare un ottimo quadro strumenti digitale, la Twingo invece offre qualcosa di più analogico con un piccolo schermo LCD monocolore - giocattoloso anche questo aspetto, dunque. Abbiamo in ogni caso tutto ciò che ci serve: velocità istantanea, carica residua, autonomia stimata, chilometraggio, consumo ecc. Inoltre del sistema di infotainment non abbiamo ancora sottolineato la sua caratteristica principale: supporta splendidamente Apple Carplay e Android Auto via cavo, che si visualizzano a tutto schermo. Essendo poi una vettura giovane e dinamica, abbiamo sul "tunnel centrale" un'entrata AUX da 3,5 mm e due prese USB a disposizione degli occupanti anteriori, significa che un nostro amico potrà ricaricare senza problemi il suo telefono mentre noi utilizziamo il nostro con Apple CarPlay o Android Auto.

Del sistema operativo Renault classico ritroviamo l'interfaccia grafica e le impostazioni base, il navigatore (che può dividere la schermata anche con le funzionalità telefono e musica), la radio, la musica e il telefono. Abbiamo poi molto apprezzato il pannello delle impostazioni riservate alla ricarica, grazie al quale è possibile scegliere se ricaricare subito la batteria, programmare una ricarica differita (ricaricando a casa, possiamo scegliere di caricare solo nelle ore notturne per spendere meno) oppure realizzare proprio una schedule ad hoc.

La variante Vibes offre poi una telecamera posteriore non di eccellente qualità, e dalla visuale un po' troppo distorta, ma comunque funzionale, che visualizza anche le distanze di sicurezza e la traiettoria delle ruote - in aggiunta ai classici avvisi sonori di prossimità. Presente a bordo anche un climatizzatore essenziale, con tutte le funzioni che servono per direzionare l'aria, scegliere la temperatura e la velocità delle ventole. Climatizzatore presente anche sulla Life entry level, assieme a una radio classica (dunque niente Apple CarPlay, Android Auto e telecamera posteriore), al supporto per lo smartphone e i vetri elettrici.

Tre livelli di frenata rigenerativa

Sullo sportello del conducente possiamo poi notare come gli specchietti (che non sono meccanici e non si richiudono a macchina chiusa) possono essere regolati elettricamente (ma non sulla Life) assieme ai cristalli anteriori; al posteriore invece abbiamo dei vetri che non possono essere abbassati, solo aperti leggermente verso l'esterno, il che rende non proprio comodo il viaggio sui sedili posteriori, soprattutto con il caldo estivo. Lungo il piccolo tunnel centrale troviamo poi una "leva del cambio" decisamente meno pratica rispetto all'ottimo selettore della Zoe, che però nasconde una chicca che non ci saremmo aspettati dalla Twingo: portando il pomello verso sinistra, si attiva la modalità Brake Mode (B), presente su moltissime auto elettriche e ibride, che aumenta il freno motore e ricarica la batteria in fase di decelerazione. La chicca di cui parlavamo sopra non è questa, bensì la possibilità di sfruttare ben tre livelli di frenata rigenerativa (B1, B2 o B3), un qualcosa che solitamente si trova su vetture premium di fascia superiore (pensiamo alla BMW iX3 o alla nuova Audi Q4 e-tron, solo per ricordarne qualcuna). Un ottimo "plus" che ci permette di adattare la frenata rigenerativa al nostro stile di guida in città, con il B3 che aumenta di molto la resistenza e - di fatto - la ricarica.

Ovviamente non aspettatevi miracoli sui Wh ricaricati, un minimo di energia però si recupera e soprattutto questa funzione vi permette di utilizzare di meno il freno, con le pastiglie che vi dureranno più tempo. Non parliamo di una vera e propria modalità "One Pedal", visto che la vettura non si ferma mai completamente, ma quasi; a tal proposito dobbiamo segnalare anche l'assenza dell'Auto Hold, ovviamente presente sulla Zoe, il che significa che in città dovrete costantemente tenere il piede sul freno in coda o presso i semafori perché la macchina non rimarrà ferma in automatico.

Perché comprare la Twingo Electric?

Passando al fronte "ricarica", manca del tutto la possibilità di ricaricare la vettura in DC con cavi CCS Combo, possiamo solo sfruttare la corrente AC con cavi di tipo 2, questo però non è assolutamente un problema. La piccola batteria da 22 kWh non richiede chissà quanta potenza per ricaricarsi del tutto in breve tempo, vi basterà trovare un centro commerciale con ricarica AC da 22 kW gratuita per avere la Twingo Electric carica al 100% in circa un'ora (anche molto meno, se consideriamo che difficilmente andiamo a caricare con lo 0%). Presso le colonnine da 3 kW, o a casa con una wallbox di simile potenza, ci vorranno circa 4 ore per recuperare il 50% di carica, mentre con le soluzioni da 7 kW, piuttosto diffuse, vi bastano 50 minuti per ricaricare il 35%. In base alla nostra esperienza, dunque, a chi consigliamo la Renault Twingo Electric? Beh sicuramente a chi ha voglia di dire addio alla benzina scegliendo una citycar smart e dinamica, utile a percorrere pochi chilometri al giorno oppure per accompagnarvi in piccole gite fuori porta con andata/ritorno entro i 180 km, senza mai toccare i 130 km/h in autostrada (meglio stare attorno ai 90 km/h massimo per non buttare giù la carica).

A differenza della Zoe, che con il classico utilizzo cittadino può essere ricaricata anche una volta a settimana presso le colonnine grazie alla sua ottima autonomia, per la Twingo Electric è meglio avere un box o uno spazio privato per la ricarica, così da collegarla senza pensieri nelle ore notturne e avere sempre la carica al massimo per le vostre scorribande urbane. A livello di materiali e di feature tecnologiche, siamo ovviamente a un livello basilare, abbiamo comunque preferito la Twingo Electric alla Dacia Spring, due vetture dal prezzo simile costruite però in maniera differente.

La Dacia vince solo sul fronte dell'autonomia, 100 km in più della Twingo, per il resto preferiamo la piccola Renault in tutto e per tutto, curata leggermente di più e dal design "sbarazzino", soprattutto nell'eccellente versione Vibes. Se non avete il budget adatto, oppure la necessità, di scegliere una Zoe, la Twingo Electric saprà darvi ottime soddisfazioni in ambito cittadino, a patto di esser consci di tutti i suoi limiti, dalla costruzione un po' "spartana" a un'autonomia non infinita.