Con la Tesla in Ucraina: intervista al presidente degli Owners italiani

Luca Del Bo, presidente del gruppo Tesla Owners Italia, ci ha raccontato dei viaggi in Ucraina e non solo: in elettrico si può davvero viaggiare ovunque?

Con la Tesla in Ucraina: intervista al presidente degli Owners italiani
Articolo a cura di

Che vi piaccia o meno la filosofia e la sfrontatezza di Elon Musk, bisogna riconoscere al magnate di aver cambiato radicalmente il mercato automotive. Quando, dopo aver venduto a caro prezzo Paypal, l'imprenditore americano di origini sudafricane ha capito che investire in auto elettriche potesse rappresentare una svolta epocale, è andato sino in fondo e ha superato momenti difficilissimi, con la salute finanziaria della compagnia appesa a un filo per diversi anni (Tesla e l'ombra del fallimento: la più grande sfida di Elon Musk).
Oggi la storia che possiamo raccontare non è certo quella di un fallimento, di un azzardo naufragato: Tesla è un marchio di successo conosciuto in tutto il mondo, assoluto leader del mercato elettrico e ormai "il nemico da battere" per tutti i competitor che giocano lo stesso campionato, che per alcuni aspetti non sono ancora riusciti a raggiungere i livelli tecnologici della compagnia californiana. Elon Musk tuttavia non è stato il solo a credere nel potenziale di Tesla, già nel 2015 (a soli tre anni dal lancio americano della Tesla Model S) un ingegnere biomedico italiano ha compreso come la mobilità elettrica potesse cambiare in meglio le proprie abitudini al volante e - allo stesso tempo - salvaguardare l'ambiente.

Parliamo di Luca Del Bo, oggi sulle nostre pagine in veste di presidente di Tesla Owners Italia, il più grande gruppo di proprietari Tesla del nostro Paese (per saperne di più: il sito ufficiale Tesla Owners Italia). Fondata nel 2017, l'associazione vanta oggi quasi 3.000 iscritti e la sua storia è già costellata di record e imprese, anche a scopo benefico. L'idea di questa intervista è infatti nata dopo l'ennesima spedizione dei Tesla Owners italiani in Ucraina, che a bordo delle loro auto elettriche hanno portato beni di prima necessità a una popolazione - lo sappiamo bene - vessata da una guerra che dura ormai da quasi un anno.

In Tesla fino in terra ucraina: intervista a Luca Del Bo

Sul mercato esistono auto elettriche da oltre 10 anni, inoltre nel 2035 in Europa avverrà un cambio di passo storico sul fronte della mobilità.

Nonostante questo sono ancora tanti gli automobilisti italiani che pensano che sia molto difficile viaggiare in auto elettrica. Voi di Tesla Owners Italia non avete battuto ciglio a organizzare spedizioni in Ucraina per aiutare le popolazioni locali, come si affronta in elettrico un viaggio simile? Quali difficoltà si possono incontrare lungo il percorso?
A inizio 2023 siamo arrivati alla nostra terza spedizione in Ucraina. Arrivare fino al confine è abbastanza semplice, sul fronte stazioni di ricarica c'è davvero l'imbarazzo della scelta, lungo il percorso ci sono sia Tesla Supercharger che colonnine HPC ad alta potenza. In Italia, Austria, Repubblica Ceca e Polonia si viaggia senza alcun problema, i primi disguidi possono arrivare una volta superato il confine ucraino perché può esserci qualche blackout, quando però la corrente elettrica è disponibile si trovano tranquillamente stazioni di ricarica a 50-60 kW di potenza. Certo non siamo andati in zone difficili come quella di Kherson, abbiamo raggiunto aree non interessate dai bombardamenti come quella di Leopoli, dove si viaggia in maniera abbastanza tranquilla e la fornitura di energia è migliore.

Paradossalmente, in questo momento in alcune zone ucraine si viaggia meglio in elettrico perché c'è grande scarsità di carburante, invece l'elettricità si trova senza grossi affanni. Spesso i blackout sono programmati, dunque basta saperlo in anticipo, o comunque attendere il ritorno dell'elettricità. Alcuni abitanti locali ci hanno persino raccontato di aver utilizzato auto elettriche per cedere energia alla rete e aiutare così la popolazione, ma non con vetture Tesla perché non è possibile ma con altri EV sì.

Come riuscite a ricaricare in tutta Europa? Vi affidate solo ai Supercharger o avete altre applicazioni che riescono ad aiutarvi?
Utilizziamo sicuramente l'app nativa di Tesla per raggiungere i vari Supercharger presenti in Europa, allo stato attuale però non sono le colonnine più convenienti, per fortuna abbiamo una convenzione con BeCharge che ci permette di ricaricare ovunque a prezzi più bassi, con i pacchetti da 500 kWh oppure 250 kWh chiunque può abbassare la tariffa a 0,35/0,36 euro al kWh. In Ucraina l'app da usare invece è diversa, si chiama GO TO-U e funziona in tutto il mondo, Italia compresa, basta comprare dei crediti per poter ricaricare ovunque.

Quanto costa un viaggio di 3.500 km in auto elettrica?

I nostri lettori potrebbero essere curiosi in merito alla questione costi: quanto si spende in ricariche elettriche per un viaggio Italia-Ucraina? La scorsa estate 2022 abbiamo fatto un viaggio di 4.500 km a bordo di una Ford Mustang Mach-E e abbiamo speso poco più di 200 euro con i vari abbonamenti disponibili, vi ritrovate più o meno con questa cifra?
Il nostro è un viaggio da circa 3.500 km, in totale consumiamo circa 612 kWh di energia, dunque alternando il pacchetto da 500 kWh di BeCharge e i Tesla Supercharger, dove un kWh costa in media 0,60 euro, spendiamo poco meno di 200 euro. Ovviamente lungo il percorso ci affidiamo a diversi distributori, pensiamo soprattutto a Free to X e a IONITY che sono particolarmente affidabili e sono inclusi nella mappa BeCharge.

Com'è nata l'idea di raggiungere le popolazioni ucraine in Tesla? Sappiamo che dietro l'iniziativa ci sono almeno due nobilissime ragioni: aiutare una popolazione in difficoltà e farlo senza inquinare il pianeta...
I vari Club Tesla del mondo danno moltissima importanza alla beneficenza, non siamo stati i soli ad andare in Ucraina, alcuni nostri omologhi sono partiti dalla Spagna, dall'Irlanda, dall'Olanda, siamo tutti animati dal desiderio di fare del bene e aiutare il prossimo. Se possiamo farlo senza inquinare il pianeta è anche meglio.

Tesla Owners Italia è un'associazione ormai affermata, al suo interno inoltre accoglie non solo clienti di Elon Musk ma chiunque sia in qualche modo affascinato dalla mobilità elettrica, del resto offrite la possibilità di ottenere sconti e vantaggi a tutti i soci. Com'è nata l'idea di dare forma a un gruppo simile? La cultura elettrica si sta finalmente affermando anche nel nostro Paese?
Sicuramente la crescita è costante. Siamo passati da un'era pionieristica in cui in Italia c'erano davvero pochissimi utenti elettrici a una fase di distribuzione più ampia. Certo siamo ancora indietro, all'estero la cultura elettrica è ancora più diffusa, ci sono molte più infrastrutture di ricarica, in Francia e in Svizzera si ricarica tranquillamente negli autogrill. Nel frattempo noi abbiamo raggiunto circa 3.000 iscritti con oltre 300 soci effettivi che pagano la quota sociale di 100 euro.

Lei ha deciso di acquistare una Tesla già nel 2015, quando ancora c'era pochissima cultura elettrica in Italia e sul fronte delle infrastrutture era un autentico disastro. Quanto è migliorata la situazione oggi?
Oggi con un'auto elettrica si può andare davvero ovunque in Europa senza problemi, quando è arrivata la Tesla Model S in Italia ci si portava dietro le prolunghe da 380 V, era davvero un periodo pionieristico. Negli alberghi si ricaricava dalla camera o dalla hall, si faceva scendere il cavo fino alla vettura con il benestare della direzione, oggi invece non c'è bisogno. In viaggio si può scegliere direttamente un albergo dotato di wallbox oppure si va con la ricarica di Tipo 2 direttamente sulle colonnine pubbliche.

All'estero invece non c'è neppure bisogno di organizzarsi: ho partecipato a un corso di guida sul ghiaccio organizzato da un Tesla Club austriaco e non ho neanche controllato le stazioni lungo il percorso, ero già sicuro di trovare ciò che mi serviva. Forse è ancora difficile muoversi al sud Italia, dove ci sono poche colonnine Fast Charge, basta però organizzarsi e cercare alberghi che permettano di ricaricare la propria auto elettrica.

Come ricordavamo in apertura, ancora oggi c'è chi è preoccupato in merito allo switch del 2035, quando l'Europa non permetterà più la vendita di nuove auto tradizionali: come vede lei questo cambiamento epocale?
Il vero passaggio alla mobilità elettrica ci sarà solo quando i prezzi di acquisto delle auto si abbasseranno. Tesla ha appena abbassato i prezzi di alcune sue auto di circa 12.000 euro [Tesla ha abbassato i prezzi delle auto in Italia], dimostrando come l'economia di scala possa riflettersi anche sui prezzi finali, e questo aumenterà di certo la platea degli utenti elettrici. Penso che chi non vuole fare il passaggio... non vuole appunto, cerca continuamente scuse per non fare lo switch. Ho moltissimi amici che non hanno problemi economici, acquistano comunque vetture da 50.000, 60.000, anche 70.000 euro ma dotate di motori termici, dunque lì smette di essere una questione di denaro.

C'è chi continua tranquillamente a inquinare in città e fuori, a produrre CO2 dannoso per il pianeta e la nostra salute, ma è solo una questione mentale, di convenzioni e di abitudini, sono soprattutto le persone più anziane quelle maggiormente restie a fare lo switch. Magari sono poco informate, seguono le fake news che sono ormai ovunque, un'elettrica che va a fuoco fa subito notizia mentre nello stesso tempo ci sono altrettante auto termiche che si incendiano senza suscitare clamore.

Oggi non inquinare è davvero un aspetto fondamentale, il poter viaggiare senza introdurre smog nell'atmosfera locale è una risorsa eccezionale. Fra 100 anni chi studierà la nostra storia penserà che eravamo tutti pazzi a circolare con dispositivi in grado di emettere gas cancerogeni, perché è ormai ampiamente dimostrato da studi scientifici, spendendo poi il 4-5% del PIL in spese sanitarie dovute proprio all'inquinamento locale.

Personalmente sono un Climate Leader del Climate Reality Project, l'organizzazione voluta da Al Gore per promuovere il passaggio dai combustibili fossili alle energie rinnovabili, siamo pazzi a spendere così tanto denaro per risolvere problemi che ci causiamo da soli. Ovviamente alcune aziende hanno marciato su tutto questo, guadagnando sulla vendita di motori termici, non possiamo più permettere però che i costi ricadano sulla comunità, non è né etico, né sostenibile. Di un'auto elettrica adoro sicuramente le grandi prestazioni, l'aspetto chiave però riguarda la salvaguardia del pianeta e la nostra salute.

Come detto sopra, lei guida una Tesla sin dal 2015: quanto sono avanzate secondo lei le auto californiane?
L'evoluzione delle Tesla si è dimostrata costante negli anni, ciò che si diceva 5 anni fa sul come i competitor sarebbero arrivati allo stesso livello delle auto californiane non si è avverato. Ancora oggi fra le Tesla e le altre auto elettriche esiste un discreto divario sotto ogni punto di vista, soprattutto sul fronte delle prestazioni e dell'efficienza. Siamo nel 2023 e secondo me ancora non esiste una reale alternativa.

Ci salutiamo con una domanda più "romantica" delle altre: qual è il ricordo più bello legato a Tesla Owners Italia?
Il ricordo più bello è sicuramente quello legato al record del mondo ottenuto con il patrocinio della Provincia di Salerno. Abbiamo percorso 1.078 km con una singola carica di batteria a bordo di una Tesla Model S di serie. Abbiamo impiegato 29 ore e a oggi il record è ancora imbattuto. Il test si è svolto su strade suburbane della Provincia di Salerno e la velocità media è stata di 40 km/h, dunque parliamo di un andamento realistico in ambito urbano. Oltre a me alla guida si sono alternati quattro soci del Tesla Owners Club italiano: Adriano Ruchini, Andrea Proserpi, Rosario Pingaro e Daniele Invernizzi, tutti proprietari di Tesla Model S da diversi anni. In quell'occasione abbiamo ricevuto anche un tweet di congratulazioni di Elon Musk, è sicuramente questo il ricordo migliore che ho. Almeno per ora.