SEAT e la mobilità urbana del futuro: intervista al presidente Luca De Meo

Che programmi ha SEAT in merito alla mobilità urbana del futuro? Ne abbiamo parlato con il presidente Luca De Meo.

intervista SEAT e la mobilità urbana del futuro: intervista al presidente Luca De Meo
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Probabilmente la parola chiave di questo secolo è "Smart", un aggettivo della lingua inglese che racchiude ormai al suo interno molteplici significati. Molti di questi trovano sfogo e palcoscenico presso lo Smart City Expo 2019 di Barcellona, fiera mondiale della "tecnologia intelligente" dove da ormai quattro anni il marchio SEAT si rende assoluto protagonista.
Volendo riassumere le novità di quest'anno in poche parole, parleremmo certamente di un nuovo scooter a zero emissioni - l'e-Scooter concept, il primo della compagnia - e un monopattino elettrico rinnovato rispetto al'EXS dello scorso anno. Due dispositivi che rappresentano solo la superficie del pensiero SEAT in materia di mobilità urbana del futuro, con le nostre metropoli destinate a cambiare radicalmente da qui a 10 anni.
Ne abbiamo parlato proprio con il numero uno di SEAT, Luca De Meo, che nonostante l'alta carica che ricopre e le responsabilità che detiene all'interno del Gruppo Volkswagen si rivela in ogni occasione una persona schietta, solare, che parla in modo sincero. Un visionario con i piedi per terra, che ci ha raccontato con entusiasmo i progetti del suo brand in merito alla Urban Mobility che verrà.

La scintilla di una rivoluzione

Parliamo di un settore relativamente nuovo, estremamente dinamico, che grazie all'elettricità sta per inaugurare un nuovo modo di vivere la grande città. "Fra 5 anni probabilmente le cose non cambieranno in modo particolare, fra 10 però tutto sarà diverso" ci ha detto De Meo, "i produttori sono obbligati a ridurre le emissioni, inoltre molte città chiuderanno le loro strade principali ai veicoli più inquinanti, tutto questo innescherà un processo di cambiamento letteralmente irreversibile. Noi ci stiamo preparando a questa rivoluzione non solo con le auto elettriche, ricordiamo l'ultima arrivata Mii Electric, anche con dispositivi differenti come la citycar Minimo, il nostro monopattino elettrico e il nuovo scooter a zero emissioni che lanciamo oggi. Tutti veicoli rivolti al privato ma soprattutto alle piattaforme di sharing".

Questo dunque l'obiettivo futuro di SEAT in materia di mobilità urbana, che ha intenzione di portare i suoi veicoli elettrici nelle grandi città al di sopra del milione e mezzo di abitanti: "Al di sotto di questi volumi è molto difficile produrre degli utili, al di sopra invece la partita è molto aperta e vogliamo essere protagonisti. Vogliamo esserlo sia ingegnerizzando l'hardware ma soprattutto il software, là dove ci saranno i maggiori guadagni. Pensiamo a una mobilità al di sotto dei 5 km, un percorso che non ha certo bisogno di grandi berline nere o SUV. Basta un monopattino, uno scooter, prossimamente un veicolo in grado di guidarsi da solo andando ad abbassare ulteriormente le spese di servizio."

Per SEAT tutto questo si traduce in una mobilità estremamente accessibile: "Pensiamo soprattutto ai giovani, fino ai 35-40 anni è molto difficile nel nostro Paese possedere un'auto di proprietà, lo sharing permette a tutti di spostarsi spendendo cifre irrisorie - se paragonate all'acquisto di una vettura. Inoltre in questo modo si bypassano tutte quelle spese accessorie come l'assicurazione, il bollo, le multe, i parcheggi e quant'altro, che possono rendere davvero complicato il possesso di una vettura."

Reinventare la mobilità urbana

È dunque lecito aspettarsi un nuovo servizio di sharing (con auto, scooter e monopattini) a marchio SEAT nelle maggiori città europee? "Certamente andremo prima alla ricerca di partner già esperti del settore, noi abbiamo dell'ottimo hardware da offrire. Il nostro nuovo scooter elettrico percorre 115 km con una singola carica, inoltre ha una batteria rimovibile in pochi secondi, il nuovo monopattino invece ha 65 km di autonomia, questo ci permette di risparmiare circa il 30% in costi di gestione, poiché le batterie vanno ricaricate meno volte. Oggi diversi servizi di sharing offrono monopattini che percorrono appena 20-25 km, immaginate quanta manutenzione ci voglia per tenerli sempre tutti carichi."
SEAT dunque fa davvero sul serio in merito alla nuova mobilità urbana, tanto che ha aperto una nuova divisione apposita, che pensi esclusivamente a rendere più smart i piccoli spostamenti cittadini.

Ma come si muoverà il brand in merito alle nuove leggi e sperimentazioni, che stanno creando un po' di caos in tutta Europa? "Pensando alla regolamentazione del settore, inizialmente c'è stata molta euforia, tutti hanno voluto buttarsi nella mischia, c'è però bisogno di regole solide e valide per tutti. I nostri dispositivi ad esempio vengono omologati in Germania, una nazione avanti a molte altre su questo tema, dove le richieste tecniche sono maggiori, dai freni al posto riservato alla targa. Guardando il tutto dal punto di vista del cittadino, è chiaro che bisogna colmare delle lacune, qui entrano in gioco le istituzioni e le municipalità."
Sul fronte industriale sembra dunque tutto pronto per la rivoluzione "dell'ultimo chilometro", con tecnologie e veicoli già pronti da utilizzare, tocca solo aspettare che anche la politica si metta al passo con il progresso tecnologico.