Da un garage di Delft al Tour de France: intervista al founder di Swapfiets

Abbiamo intervistato Richard Burger, fondatore di Swapfiets, l'azienda di noleggio a lungo termine di bici, monopattini e scooter arrivata anche in Italia.

Da un garage di Delft al Tour de France: intervista al founder di Swapfiets
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Chi vive a Milano ormai lo sa bene: se per strada si incontra una bicicletta con la gomma anteriore blu, è una bici Swapfiets. Nato in Olanda e diffusosi in pochi anni in molti Paesi d'Europa, Italia compresa, il servizio di "noleggio bici a lungo termine" (anche se ormai gli utenti possono noleggiare anche monopattini e scooter elettrici) degli pneumatici azzurri è ormai una realtà consolidata, tanto che quest'anno la società sarà Main Sponsor del team Jumbo-Visma in gara al Tour De France 2021 - che non a caso correrà con biciclette dalle gomme blu all'anteriore. Del servizio abbiamo parlato in modo dettagliato in uno speciale dedicato, abbiamo infatti provato per un mese una delle loro biciclette di punta e nel momento in cui scriviamo abbiamo a noleggio una Power 7, la bici elettrica di Swapfiets, aspettatevi dunque a breve un nuovo articolo esperienziale.

Un fenomeno che da locale è diventato assolutamente internazionale, e per capire come tutto questo sia stato possibile abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il fondatore e creatore di Swapfiets, il giovane Richard Burger, che da un garage di Delft, in Olanda, è riuscito a portare la sua idea in 60 città e 7 Paesi d'Europa.

Un abbonamento senza pensieri

Everyeye: Ciao Richard, è un piacere sentirti. Ti scriviamo da Milano, città in cui stiamo provando i vostri ottimi servizi e in merito volevamo chiederti: com'è nata l'idea di Swapfiets?
Richard Burger: Eravamo studenti alla Technical University di Delft quando è nata l'idea di Swapfiets. Insieme ai miei due co-fondatori Martijn Obers e Dirk de Bruijn, ho notato che molti dei nostri coetanei usavano, per le loro uscite quotidiane, biciclette che erano in condizioni pessime: tra freni rotti e luci mancanti, molte bici rischiavano davvero di compromettere la sicurezza in strada. Alle persone piace usare le biciclette per gli spostamenti quotidiani ma nessuno vuole farsi carico del fastidio della manutenzione e delle riparazioni. È nata così l'idea di un abbonamento "senza pensieri" che offre a ogni utente una bicicletta Swapfiets a uso esclusivo, che include nel canone mensile un ottimo servizio di riparazione.
EE: Cos'è per te la "filosofia del riuso"?
RB: Vuol dire creare prodotti di qualità che durano nel tempo, prendersene cura, passarli poi a nuovi proprietari o riciclarli per dar loro una nuova vita. Quando pratichi il "riuso", apprezzi il valore effettivo delle cose e gli sforzi di chi le ha realizzate. Così facendo si riduce l'impatto sull'ambiente e si rafforzano le connessioni sociali. Questi valori sono al centro della filosofia di Swapfiets, per questo le nostre bici non sono in vendita, ma le puoi noleggiare e utilizzare secondo necessità.

EE: Siete operativi in decine di città europee, in Italia però siete presenti soltanto a Milano. State studiando il nostro territorio? C'è la possibilità in un prossimo futuro di vedere Swapfiets in altre cittá italiane?
RB: Non possiamo ancora dare dettagli sui piani di espansione in altre città. Certamente stiamo imparando molto dall'esperienza milanese e siamo sempre più convinti che le biciclette e, più in generale, le altre soluzioni di micromobilità rappresentino il futuro delle città.

Una missione ben precisa

EE: A oggi Swapfiets offre in abbonamento soprattutto bici cittadine, esiste una possibilità di vedere prossimamente anche altri tipi di biciclette? Pensiamo magari a Mountain Bike sia muscolari che elettriche.
RB: Il nostro obiettivo è rendere le città più vivibili mettendo a disposizione biciclette e altre soluzioni di micromobilità utili a ridurre il traffico e a dare maggiore libertà di movimento. Il settore della micromobilità è in forte espansione e propone molti prodotti interessanti, ma prima di aggiungere un nuovo mezzo al nostro portafoglio, dobbiamo valutare attentamente come adattarlo alla nostra missione.
EE: I vostri servizi di riparazione, consegna e ritiro a domicilio dei veicoli sono davvero una novità, come riuscite a garantire una simile qualità? Quante persone lavorano con voi in tutta Europa e quanti interventi express riuscite a fare ogni mese? Avete intenzione di lanciare nuovi servizi costruiti attorno al cliente?
RB: La qualità del servizio che offriamo non è un caso. Analizziamo molti dati. Ad esempio, stiamo raccogliendo informazioni e feedback su ogni riparazione che effettuiamo. Ciò significa che sappiamo cosa si rompe più spesso e perché, e questi dati ci servono per progettare i prodotti in modo che si danneggino meno spesso e siano facilmente riparabili.

EE: Oltre alle biciclette offrite in abbonamento anche monopattini e scooter elettrici. Cosa ne pensi dei nuovi quadricicli elettrici in arrivo sul mercato, come la nuova Citroen Ami o la XEV Yoyo? Potrebbero entrare a far parte del parco veicoli Swapfiets un giorno?
RB: Teniamo sempre d'occhio il settore, i trend e i nuovi prodotti. In questo momento ci stiamo focalizzando su ciò che sappiamo fare meglio: offrire un servizio di qualità per le nostre biciclette, le e-bike e gli altri prodotti elettrici.

EE: Prima di salutarci volevamo chiederti: sono piccole grandi idee come Swapfiets che cambiano il mondo, cosa consigli ai giovani là fuori che hanno molte idee ma poche possibilità di realizzarle? Qual è il modo migliore di superare gli ostacoli e dare valore alle proprie idee nel mondo delle startup?
RB: Trovare un modo per testare la propria idea nel mondo reale può essere molto utile. È così che è nato Swapfiets. Non solo abbiamo avuto una grande idea ma abbiamo anche trovato un modo per provarla concretamente. La risposta dei nostri primi clienti è stata così positiva che ci ha dato molta speranza. Quando hai fiducia e credi in qualcosa, hai la forza per affrontare gli ostacoli che inevitabilmente si presenteranno. (Traduzione a cura di Monica Lodi)