Bonus moto e scooter elettrici, intervista all'ideatore Emanuele Scagliusi

Abbiamo intervistato l'on. Emanuele Scagliusi, primo firmatario del Bonus Moto e Scooter Elettrici 2020 per discutere di presente e futuro.

intervista Bonus moto e scooter elettrici, intervista all'ideatore Emanuele Scagliusi
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La nostra cara Italia, così come buona parte del mondo intero, ricorderà questo infausto 2020 soprattutto per l'emergenza legata al Coronavirus, ora attenuata dall'estate ma chissà nel prossimo futuro. I mesi di lockdown sono stati duri per tutti, per i singoli cittadini costretti in casa come per l'industria nostrana, piegata a più riprese da un "blocco totale" senza precedenti. Il nostro attuale governo ha dunque avuto il delicato compito di pensare a un modo per risollevare la schiena del nostro Paese dopo la caduta, scrivendo e pubblicando il Decreto Rilancio. Un decreto trasversale, che tocca centinaia di punti e settori differenti, fra cui troviamo anche moltissime iniziative per le quattro e le due ruote. Pensiamo al tanto chiacchierato Bonus Mobilità 2020, che permette di acquistare in sconto biciclette e monopattini elettrici nelle città più popolose, ai nuovi Bonus Auto 2020, che portano l'Ecobonus a 10.000 euro per le auto elettriche, a 6.500 euro per le ibride plug-in meno inquinanti e introducono 3.500 euro di sconto per le nuove auto Euro 6 più ecologiche - questi prezzi sono da intendere con rottamazione di una vecchia auto con più di 10 anni di vita, qui trovate tutte le regole ufficiali.
Qualcuno ha però pensato anche a moto scooter elettrici, da acquistare in sconto anche senza un veicolo da rottamare: 3.000 euro di incentivo senza rottamazione fino al 30% del prezzo, 4.000 euro con rottamazione coprendo un massimo del 40% dell'importo totale. Tale provvedimento lo dobbiamo soprattutto a Emanuele Scagliusi, capogruppo del M5S in commissione Trasporti alla Camera e primo firmatario dell'emendamento. Abbiamo raggiunto l'Onorevole per parlare dei nuovi bonus ecologici e di ciò che ci aspetta prossimamente.

Moto e scooter elettrici sotto i riflettori

Gentile On. Scagliusi, finalmente anche in Italia si parla sempre più spesso di auto elettriche, bici a pedalata assistita e monopattini elettrici. Moto e scooter elettrici sono ancora un po' nell'ombra, abbiamo infatti apprezzato molto l'idea di venderli tramite nuovi incentivi, avete intenzione di lanciare iniziative collaterali per informare i cittadini sull'esistenza dei nuovi scooter a zero emissioni?
Grazie all'emendamento a mia prima firma, approvato nel Decreto Rilancio, abbiamo esteso l'incentivo per moto e scooter elettrici anche a chi non ha un veicolo da rottamare. Una novità che aiuterà la diffusione di questi mezzi nelle nostre città riducendo così l'impatto sull'ambiente dei nostri spostamenti. La finalità di questo Governo e della maggioranza che lo sostiene è proprio quella di sostenere la mobilità elettrica sostenibile in tutte le sue forme (auto, moto, bici e micromobilità), con incentivi, con modifiche normative che ne sostengano la diffusione (modifiche al Codice della Sstrada) e campagne informative al fine di assecondare una vera e propria rivoluzione culturale che migliorerà la qualità della vita degli italiani.

A proposito di cultura e micromobilità, in poche settimane abbiamo avuto almeno due gravi incidenti in monopattino (per leggerezze dei conducenti) e un uomo filmato su una rampa del GRA, sempre in monopattino. Le regole ci sono, molti cittadini però ancora non le conoscono o le ignorano deliberatamente, cosa può fare il governo per migliorare la situazione? Sono moltissimi gli utenti che rispettano tutto alla lettera e hanno paura che per qualche episodio sconsiderato venga limitata tutta la nuova micromobilità - il che sarebbe un peccato, viste le potenzialità delle nuove tecnologie.
Quando si parla di incidentalità bisogna valutare sempre i dati statistici nel complesso e non i singoli casi, sono sicuro che la frequenza di incidenti su questi mezzi si rileverà inferiore a quella relativa a spostamenti su altri mezzi ( es: automobilistica). Il Codice della Strada norma precisamente l'utilizzo dei mezzi di micromobilità, come i monopattini, chi non rispetta le regole va sanzionato.

Elettricità e infrastrutture

Sempre pensando a moto e scooter elettrici, sulle nostre strade ne arriveranno sempre di più e avremo dunque bisogno di ancora più infrastrutture per la ricarica pubblica. A che punto siamo con la diffusione delle stazioni di ricarica? L'attuale governo come sta lavorando per aumentare le colonnine, magari in collaborazione con aziende private del settore?
In questi giorni ho letto uno studio molto interessante realizzato da Motus-E dove si fa il punto sullo stato delle infrastrutture di ricarica elettrica in Italia. Lo studio, aggiornato a marzo 2020, evidenzia, rispetto alla rilevazione di fine settembre 2019, una crescita media del 33% nel numero di colonnine di ricarica presenti sul territorio nazionale con un aumento di 1.957 stazioni e l'attivazione di 3.074 nuovi punti di ricarica nel nostro Paese. Numeri importanti che però non devono nascondere alcune criticità che non permettono una vera svolta, almeno al momento.
È noto che la crescita del numero di mezzi elettrici circolanti è strettamente legata alle infrastrutture disponibili e, nel nostro Paese, i punti di ricarica che assicurano tempi di ricarica più rapidi sono ancora troppo pochi. ?Ma stiamo lavorando per ridurre la complessità burocratica relativa all'installazione delle stazioni di ricarica e sburocratizzare tutto ciò che è possibile per facilitare la ripartenza del Paese, abbattendo le barriere alla diffusione dell'elettrico.
Con il DL Semplificazioni, in questo momento, abbiamo puntato a uniformare e semplificare l'installazione dei punti di ricarica dei veicoli elettrici o ibridi plug-in su tutto il territorio nazionale, al fine di garantire la diffusione più capillare e, al contempo, nel minor tempo possibile di tale tecnologia, in linea con gli impegni internazionali presi dall'Italia per la riduzione delle emissioni nel settore dei trasporti, tanto negli agglomerati urbani, quanto nelle zone rurali.


Torniamo al Bonus relativo a motocicli, ciclomotori, tricicli e quadricicli elettrici, che durerà certamente per tutto il 2020, cosa succederà invece nel 2021? Avete già qualche indicazione da dare in merito? C'è speranza che l'iniziativa possa continuare, magari con incentivi ancora maggiori?
Per tutto il 2020 il Governo monitorerà costantemente l'utilizzo del bonus e gli effetti prodotti, chiaramente l'obiettivo sarà di prorogare il bonus e norme come queste anche in Legge di Bilancio e con successivi provvedimenti. Inoltre, con l'approvazione dell'emendamento, diamo un segnale chiaro della direzione che vogliamo seguire per incentivare l'acquisto e l'uso di mezzi elettrici.

Come si otterrà il suddetto Bonus? Le modalità di richiesta sono simili al precedente Ecobonus, con i rivenditori che applicheranno uno sconto diretto agli utenti, oppure avete pensato ad altre modalità?
La modalità sarà la stessa, sono invece cambiate le percentuali. Per chi vuole acquistare motocicli, ciclomotori, tricicli e quadricicli elettrici delle categoria da L1e a L7e riceverà fino a 3.000 euro di incentivo, coprendo fino a un massimo del 30% del prezzo del mezzo. Per chi deve anche rottamare un veicolo da euro 0 a euro 3 o ritargato posseduto da almeno 12 mesi, l'incentivo arriva a 4.000 euro fino al 40% del prezzo del veicolo elettrico acquistato. Una buona notizia per i cittadini, per la mobilità sostenibile e per la qualità dell'aria delle nostre città.