Come funziona un booster di avviamento?

Che cos'è e come funziona un booster di avviamento? Si può conservare nel bagagliaio dell'auto e può tirarci fuori da situazioni spiacevoli.

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Se siete cresciuti negli anni '80 e '90, quante volte vi siete ritrovati a spingere un'auto (o un motorino) per farlo ripartire? È una scena che oggi si vede abbastanza raramente, anche per via dell'amore incondizionato che noi italiani proviamo verso i motori diesel - e sui quali la spinta serve praticamente a nulla.
Può però ancora succedere, e frequentemente per giunta, di incappare in un'auto che faccia "i capricci", incapace a ripartire per via di una batteria eccessivamente usurata oppure scarica.
Un problema che può essere risolto chiamando il nostro elettrauto di fiducia, avvicinando una seconda vettura alla nostra, e collegando i classici cavi neri e rossi, oppure acquistando un piccolo booster d'avviamento. Si tratta di un accumulatore portatile completo di cavi da collegare all'auto in caso di emergenza, utile a tirarci fuori dai guai in pochi secondi.

Acquisto e ricarica

Si acquistano nei negozi specializzati o direttamente online, con prezzi compresi fra i 40 e i 2.400 euro, e occupano pochissimo spazio, possiamo dunque sistemarli nel bagagliaio senza perdere poi troppo carico. Il costo dipende ovviamente dalla loro capacità e dalla qualità dei loro materiali, per un uso saltuario e non professionale si può tranquillamente rimanere al di sotto dei 100 euro e acquistare comunque un buon prodotto, un booster in grado di avviare senza problemi la maggior parte delle batterie auto in circolazione. Alcuni di loro inoltre possono diventare dei giganteschi powerbank, offrendo una versatile porta USB.
Bisogna soltanto badare a un semplice aspetto: dev'essere sempre ben carico, altrimenti si acquista un voluminoso e pesante fermacarte. Prima di lasciarlo in auto la prima volta, e dopo ogni utilizzo, è dunque bene collegarlo a una presa elettrica per avere sempre la carica al 100%.

Attacca/stacca

Nel "momento del bisogno", ovvero quando una batteria - per un motivo o per un altro - non permette all'auto di partire correttamente, basta prendere il nostro booster carico, collegare correttamente i classici cavi rispettando la polarità, accendere il booster e provare ad avviare la vettura.
Nel giro di pochi secondi, l'auto dovrebbe riprendere la sua solita vitalità; a questo punto si possono staccare i cavi - facendo sempre attenzione, poiché parliamo di corrente elettrica - e riporre il booster al suo posto (per ricaricarlo il prima possibile).

Nel caso in cui la batteria non volesse proprio saperne di ripartire, neppure dopo svariati tentativi, è molto probabile che ci sia qualche altro problema da affrontare; in questi casi meglio affidarsi subito a un meccanico di fiducia, senza forzare un avviamento a tutti i costi. Inoltre le batterie auto tendono a usurarsi fisiologicamente col tempo, un problema con l'accensione potrebbe anche essere sintomo di un accumulatore arrivato alla fine del suo ciclo vitale - meritevole di una sostituzione. Un check dal vostro elettrauto di fiducia può togliere ogni dubbio in pochi istanti.